SAGGIO

Riflessioni, rubrica sottoposta a Valutazione Scientifica

Cripto-valute e (non) sanzionabilità del contribuente: le criticità del crypto condono

  • Thomas Tassani,
Cita come:
Thomas Tassani, Cripto-valute e (non) sanzionabilità del contribuente: le criticità del crypto condono, in Trusts, 2023, 806.

Tesi

La legge di Bilancio per il 2023 ha, per la prima volta, disciplinato fiscalmente le cripto-attività, prevedendo una specifica fattispecie impositiva nella categoria dei redditi diversi e ricomprendendole tra le attività finanziarie estere oggetto di monitoraggio fiscale. Al tempo stesso, è stata introdotta una sanatoria per le cripto-valute detenute entro la data del 31 dicembre 2021. La scelta legislativa desta diverse perplessità sul piano teorico come su quello pratico, soprattutto perché i comportamenti potenzialmente condonabili non possono considerarsi violazioni sanzionabili della normativa fiscale. Infatti, prima dell’entrata in vigore della legge di Bilancio, le questioni della tassabilità dei redditi da cripto-valute e dell’obbligo (e del contenuto di tale obbligo) di monitoraggio risultavano quantomeno controverse: a fronte del silenzio della legge e dell’assenza di precedenti giurisprudenziali, la prassi amministrativa ha elaborato soluzioni definite solo in tempi recentissimi e senza il sostegno della dottrina. È dunque possibile considerare che, prima del 2023, vi fosse una situazione di oggettiva incertezza normativa, tale da non consentire l’applicabilità di sanzioni amministrative. Il crypto condono, più che sanzionare (e tassare) in modo ridotto violazioni pregresse, assume quindi la dimensione di un obolo che i contribuenti possono decidere di versare per ottenere la tranquillità accertativa a fronte di contestazioni dell’Agenzia delle Entrate rivolte al passato. Il quantum da versare può però risultare particolarmente oneroso, ponendo i contribuenti di fronte ad una scelta particolarmente impegnativa.

The author’s view

The Budget Law for 2023 has, for the first time, regulated crypto-assets for tax purposes, providing a specific tax case in the category of miscellaneous income and including them among foreign financial assets subject to tax monitoring. At the same time, an amnesty was introduced for cryptocurrencies held by December 31, 2021. The legislative choice raises several perplexities on the theoretical as well as the practical level, mainly because the potentially amnestible behavior cannot be considered punishable violations of tax regulations. In fact, prior to the entry into force of the Budget Law, the issues of the taxability of income from cryptocurrencies and the obligation (and the content of this obligation) of monitoring were controversial, to say the least: in the face of the silence of the law and the absence of jurisprudential precedents, administrative practice has developed defined solutions only very recently and without the support of doctrine.

It is therefore possible to consider that, prior to 2023, there was a situation of objective regulatory uncertainty, such that administrative penalties could not be applied. The crypto amnesty, rather than sanctioning (and taxing) past violations in a reduced way, thus takes on the dimension of an obolus that taxpayers may decide to pay in order to obtain ascertainable peace of mind in the face of IRS challenges directed at the past. The quantum to be paid, however, can be particularly onerous, placing taxpayers in a particularly challenging choice.

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